Presentazione Mostra Galleria Raphael, a cura di Natale Rossi, 1988

 
Quanto mai ingannatrice è la dichiarazione di autodidatta, che per Giulio Matusali appare nelle sue note biografiche, proprio perchè la sua pittura non è immediata, ne semplice. Ne tantomeno naif.
E' una pittura, invece, che è carica di concettuosità, spesso risolta con modi forme legate al surreale, senza essere surrealista tout-court.
Infatti il mondo pittorico di Matusali si pone come elemento di molteplice, adottando un modo di costruire il quadro che è legato alla serie, alla successione di immagini, quasi a rendere visivi i flash che la mente attraversa.
E' qui, sembra, il nodo centrale della pittura di Matusali: il suo tentativo di ricerca pittorica si rivolge fondamentalmente alla volontà di mettere nella tela diversi punti di vista, diverse sfaccettature della memoria: dalle citazioni pittoriche, al flash mentale surreale, dalle forme di una natura innaturale a quelle delle paure ancestrali, dalle visioni oniriche alla precisazioni di dettagli realistici.
Una pittura, insomma, complessa e ricca; forse anche autodidatta, ma nel senso che Matusali percorre strade proprie (qualche volta sembra evocare Sebastian Matta) non toccate da altre. [Natale Rossi]