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Maggio 1996 - Tentativo di progetto di pittura
Una carezza appena percettibile, un lieve alito, un palpito, una discreta assonanza di umori, appena un tocco, nient'altro che leggerezza, leggerezza...
Un tentativo di progetto di pittura, sì, ancora pittura, ma lieve, sottile, quasi indesiderata, sospesa tra infinite possibilità di aggiunte, cancellazioni, approcci.
segni colorati solo all'apparenza incerti, goffi, che ammiccano a possibilità sempre aperte.
"E' il dubbio che genera l'intuito" (Michelangelo Merisi) |
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Prospicio Aliquid
Un puzzle di colori e tratti che si intersecano in forme geometriche incerte, scritte, dettagli tracciati da una mano apparentemente e sapientemente infantile che costruisce un personalissimo gioco che sembra un muro di ricordi. Una tela vissuta, satura ma al contempo leggera e spensierata, forte di una ambiguità sottile che interroga l'arte pittorica stessa: sembra eccessivamente riempita, ma al contempo l'artista poteva aggiungere ancora, quasi senza fine. L'opera racconta così un processo creativo in potenza, che vive di minuziosi dettagli e si proietta nel futuro, a partire anche dal nome stesso: prospicio, infatti, ha in latino la doppia valenza di "prendersi cura" e "prevedere". Prospicio aliquid, conclude l'artista, è "un tentativo di progetto di pittura, sì, ancora pittura, ma, sottile, quasi indesiderata, sospesa tra infinite possibilità di aggiunte, cancellazioni, approcci. Segni colorati solo all'apparenza incerti, goffi, che ammiccano a possibilità sempre aperte".
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